lunedì 16 gennaio 2012

SANREMO 2012: IL CAST DEI BIG CORAGGIOSO E NON BANALE

Habemus cast, dunque. Sanremo 2012 ha gettato la maschera: quattordici Big in gara, in larga parte già annunciati e previsti con largo anticipo dagli esperti del settore. Che dire, a botta calda, di questo "cartellone"? Non è facilissimo attribuirgli una definizione generalizzante e omnicomprensiva, come negli ultimi anni: restando alla gestione Mazzi, se quello del 2010 poteva essere considerato giovane, fresco e frizzante, e quello del 2011 segnato da una marcata caratterizzazione cantautoriale, stavolta il mix assemblato dalla direzione artistica sfugge a catalogazioni nette e precise. Sì, è vero, c'è dentro un po' di tutto, ma non è quella varietà di stili comunque tendente al nazionalpopolare (detto in senso positivo) tanto cara ai festival baudiani degli anni Duemila. Direi, piuttosto, che il gruppo messo assieme per la kermesse in programma dal 14 al 18 febbraio prossimi sia più assimilabile ai cast dei tempi di Fabio Fazio. 
SCELTE "ALTE" E CORAGGIOSE - Spiego meglio: è un cast coraggioso, che non strizza l'occhio in maniera eccessiva ed esasperata al mercato e che, in maniera assai più netta rispetto a molte edizioni passate, apre a tendenze musicali anche piuttosto sofisticate e di nicchia (Chiara Civello), a un cantautorato non banale, "di massa" o standard e mai troppo esplorato sulle scene sanremesi (Samuele Bersani ed Eugenio Finardi),  a un pop certamente commerciale ma tutt'altro che piatto e scontato, e anzi spesso teso alla ricerca di sperimentazioni vocali e di percorsi musicali non troppo battuti (Nina Zilli, Noemi). Persino "l'angolo del rock" è stato affidato a un gruppo, i Marlene Kuntz, sicuramente popolare ma al contempo "alternativo", esponente di quella scena underground italiana che troppo poco spazio ha a disposizione a livello di vetrine musicali di massa. 
Insomma, non si è strizzato l'occhio soltanto al consumismo più spinto e generalista, ma si è guardato oltre, cercando probabilmente (occorrerà ascoltare i pezzi) qualcosa che vada al di là del ritornello da cantare la mattina dopo sotto la doccia. Cosa, quest'ultima, che rimane comunque prioritaria (e non vi è alcunché di negativo) per una kermesse come Sanremo, e per la quale sono pronti a darsi battaglia alcuni dei nomi più gettonati del pop nostrano: in primis Francesco Renga, che vediamo già nella ristretta cerchia dei favoriti, poi Emma che quest'anno fa tutto da sola (anche se dietro ci sono sempre i Modà, visto che la sua canzone è stata scritta dal leader della band Kekko Silvestre), e anche Dolcenera, che tre anni fa trovò l'attesa consacrazione con "Il mio amore unico" e il cui ultimo brano estivo "Il sole di domenica", a parer mio bello, originale e ben confezionato, non ha ottenuto il riscontro meritato. 
Ci sono due recenti prodotti del vivaio sanremese, ossia l'ottima Arisa e una Irene Fornaciari che ha indubbio talento, anche se onestamente non mi pare abbia numeri e popolarità per essere già considerata Big a tutti gli effetti; è stato, infine, ridotto ai minimi termini lo spazio nostalgia, ed è sacrosanto, dal momento che questo spazio, negli ultimi anni, era stato riservato al ripescaggio di personaggi anni Sessanta e Settanta da troppo tempo fuori dal giro e in qualche caso anche sfiatati: quest'anno ci sono i Matia Bazar, e va bene così, i volti giusti per rassicurare quel target di età medio - alta senza necessariamente cadere nel "patetico - jurassico". 
LE... STRANE COPPIE - Discorso a parte per le due "coppie" ammesse alla gara: quella formata da Pierdavide Carone e Lucio Dalla potrebbe rappresentare l'outsider in grado di sparigliare le carte della classifica (ricordiamo che il giovanotto uscito dalla scuola di "Amici" ha in pratica vinto il Festival del 2010, come autore del pezzo di Scanu). Certo, sarebbe stato fantastico riavere il buon Lucio in gara da solista, ma Morandi assicura che la sua partecipazione sarà più accentuata di quella, algida, distaccata e per diversi aspetti irritante, del Battiato dell'anno scorso con Madonia. L'altra coppia è quella formata da Gigi D'Alessio e Loredana Bertè: due artisti che personalmente non mi fanno impazzire, ma non si può negare che il napoletano sia uno dei pochi cantanti italiani ancora in grado di radunare folle e di fare il pieno o quasi in fatto di vendita di dischi; quanto a Loredana, dopo anni di performances vocali terrificanti, la sua ultima apparizione all'Ariston, quel del 2008 (con tanto di squalifica) segnò un deciso innalzamento della qualità della prestazione. E del resto, dopo aver riproposto per anni i Leali, gli Al Bano, le Zanicchi, si può accettare senza scandalizzarsi troppo un ritorno della cantante calabrese.
SQUALIFICHE IN VISTA? - Ma è già polemica, perché pare che un frammento del pezzo del duo Berté - D'Alessio fosse già in rete (su Facebook) ai primi di gennaio, e si dice che anche per la Civello ci siano dubbi sul fatto che il brano proposto sia inedito. Il regolamento parla chiaro e la squalifica potrebbe essere qualcosa di più di una semplice ipotesi, ma gli artisti "sotto inchiesta" sono due delle scommesse più audaci e più fortemente volute dal duo Morandi - Mazzi: potranno rinunciarvi? Ci sarà una interpretazione "elastica" delle leggi festivaliere? Può essere, anche perché, oggettivamente, al giorno d'oggi, col web e soprattutto coi social network, queste "fughe di notizie musicali" sono diventate estremamente facili e, per contro, difficilmente controllabili. Però, allora, che si apportino le opportune modifiche al regolamento, fermo restando che, secondo me, il principio dell'inedito, quantomeno per i Big, deve restare, in quanto si tratta di una delle principali chiavi del successo di Sanremo (la magia di poter prima attendere e poi ascoltare tutte insieme una sfilza di canzoni nuove di zecca, vera e propria manna per gli appassionati).
GLI STRANIERI - Ritorna l'abbinamento con gli stranieri, relativamente alla serata del giovedì dedicata all'orgoglio italiano nel mondo. Le coppie proporranno in lingua estera alcuni grandi successi della musica nostrana di tutti i tempi. Mi sbilancio e dico che alcuni dei nomi presenti faranno di quella serata un evento musicale di altissimo spessore: ci sono Skye dei Morcheeba, il ripescato Shaggy, un Gary Go sulla cresta dell'onda e tanti mostri sacri, da Josè Feliciano a, nientepopodimeno, Brian May dei Queen, Patti Smith e Nina Hagen. E, ancora, i raffinatisimi Al Jarreau, Noa, Sarah Jane Morris. A chi ama veramente la musica, consigliamo di non perdere l'happening del 16 febbraio. 
ESCLUSI? - Da quando Pippo Baudo ha lasciato le redini festivaliere, i nuovi organizzatori dicono che non ci sono più ammissioni ed esclusioni, in quanto il cast dei Big viene allestito "a invito". Sarà, sta di fatto che ogni anno diversi cantanti, da quel che riporta la stampa, presentano delle canzoni e vengono bocciati... Questa volta (ripeto, mi rifaccio a quanto scritto da giornali e testate web) a rimanere al palo dovrebbero essere stati Fabio Concato, Toto Cutugno (che molti hanno invece dato dentro il cast fino a poche ore dall'annuncio), Syria, Fausto Leali, Sal Da Vinci, il giovane siciliano Aldo D'Agostino, il cantautore impegnato nel sociale Rino Martinez, il polemicissimo Enzo Iacchetti; altri nomi circolati erano stati quelli di Mengoni, L'Aura, Simona Molinari, Alice, Povia (che, per la verità avrebbe voluto essere invitato...), Pacifico con Manuel Agnelli degli Afterhours, Marco Carta, Annalisa Scarrone... Cosa ci sarà di vero? Difficilmente lo verremo a sapere: fino agli anni Novanta i nomi dei "non ammessi" circolavano tranquillamente, ultimamente invece vige un  riserbo quasi assoluto. Peccato. 
I GIOVANI - Due parole su quelle che mi piace ancora chiamare "Nuove proposte", come ai vecchi tempi. Sul meccanismo di "Sanremosocial" ho già detto la mia nel precedente post, e per il momento non intendo tornarci sopra. Venerdì scorso ho assistito a una parte della maratona in diretta web (ottimo servizio della Rai) della preselezione (ad un certo punto ho staccato, 60 canzoni di seguito son troppe pure per me, anche perché diverse erano di discutibile livello artistico...), ho notato pochi sprazzi di originalità, ma soprattutto mi mandano in bestia quei ragazzi (e sono tanti, troppi) che scimmiottano letteralmente la voce di idoli più o meno recenti: ho visto e ascoltato brutte copie di Alex Baroni, Marco Mengoni, Giusy Ferreri. Perché? Perché non è possibile cantare con la propria voce? Ai tempi, chi diavolo scimmiottavano le giovanissime Irene Grandi, Giorgia, Carmen Consoli, o gli imberbi Alex Britti e Max Gazzè? Nessuno: erano (e sono) loro stessi, con la loro vocalità e la loro personalità. Alla luce di ciò, debbo dire che tutto sommato la scelta effettuata dalla commissione di selezione presta il fianco a ben poche critiche, con note di merito particolari per aver pescato Erika Mou, Marco Guazzone e Celeste Gaia, tre ragazzi che hanno qualcosa da dire e dei quali, si spera, si sentirà parlare anche dopo Sanremo. 

giovedì 5 gennaio 2012

VERSO SANREMO 2012: IL PUNTO

Riprendo a scrivere sul blog, dopo un mese in cui sono stato (finalmente...) assorbito dal lavoro in maniera pressoché totale. Bene, riparto dal Festival di Sanremo, visto che tra pochi giorni verrà reso noto il cast dei cantanti in gara: secondo le ultime news, la data fatidica è stata spostata dal 10 al 15 gennaio. In forte ritardo rispetto agli ultimi anni, ma lo slittamento della firma della Convenzione fra la Rai e il Comune rivierasco ha causato un notevole rallentamento dei lavori, a partire dalla pubblicazione del regolamento.
Partiamo proprio da qui, dal regolamento. Discutibile in molti punti. In primis, il numero degli artisti ammessi alla competizione: solo 14 Big e 8 Giovani, esattamente come l'anno scorso. Poiché, al contrario di quelle che erano le abitudini di altri grandi patron del passato come Gianni Ravera o Pippo Baudo, il Direttore artistico Mazzi pare essere allergico all'aumento in extremis del numero degli ammessi, è palese come non siano stati ascoltati gli appelli di chi invocava più spazio per i concorrenti, soprattutto alla luce di quanto avvenuto nell'ultima edizione, con interminabili momenti di "vuoto spettacolare" (in particolar modo nel corso della finalissima) riempiti con ospiti costosi, improbabili e inutili, anzi dannosi ai fini della buona riuscita dello show. Eppure, in un momento di crisi sempre più acuta per la discografia italiana, sarebbe quantomai importante aumentare gli spazi di visibilità per gli artisti nostrani, tanto più se, come pare, anche quest'anno le domande di partecipazione sono giunte in numero elevatissimo.
Già, chi potrebbe esserci in gara? Proviamo a tracciare un quadro della situazione: i nomi più gettonati, da settimane, sono quelli di Francesco Renga, Nek, Samuele Bersani, Nina Zilli, L'Aura, Emma, Pacifico in coppia con Manuel Agnelli degli Afterhours, Annalisa Scarrone, Marco Mengoni, Morgan, Noemi, Eugenio Finardi, Pierdavide Carone (con un pezzo di Lucio Dalla, che potrebbe accompagnare sul palco il giovane ex Amici) e perfino i Marlene Kuntz. Hanno presentato canzoni Arisa, Syria, Fabio Concato, Fausto Leali, mentre Povia ha affermato di avere un brano pronto ma di voler essere invitato (l'avranno poi fatto? In ogni caso penso che il nostro non avrà mancato di far pervenire la sua produzione alla direzione del Festival). Ci provano, ma secondo noi con pochissime speranze, il cantautore siciliano fortemente impegnato nel sociale Rino Martinez (in gara a Sanremo '82 con "Biancaneve") e il giovane, anch'egli siculo, Aldo D'Agostino, che tramite i suoi fans ha il supporto di un possente battage promozionale sul web (a tratti, devo dirlo, financo fastidioso) ma che sinceramente non mi pare abbia i requisiti per poter essere iscritto alla categoria regina.
Altre voci, fattesi via via meno insistenti ma comunque degne di attenzione, parlano di due vincitori recenti come Marco Carta e Valerio Scanu, della rilanciatissima Simona Molinari, di un trio - nostalgia formato da Al Bano (aridaje...), Toto Cutugno e Umberto Tozzi, dei tre giovani tenori di "Ti lascio una canzone", della Vanoni (con un pezzo di Lavezzi?), e del duo Vasco Rossi - Gaetano Curreri che avrebbe approntato una nuova canzone super e sperava di affidarla a Patty Pravo (aridaje numero due...), la quale però ha declinato l'invito, evento per il quale non ci stracciamo le vesti. Stranamente non si è fatto cenno alcuno a Raphael Gualazzi, trionfatore l'anno scorso fra i Giovani, quasi trionfatore all'Eurofestival: un posto fra i Big gli spetterebbe di diritto. Ci sono infine quelli di cui non si parla, ma che sarebbe bello vedere di nuovo sul palco dell'Ariston: penso a gente come Carmen Consoli (magari!) o Marina Rei, a Niccolò Fabi, a Silvia Salemi, agli Zero Assoluto, a Karima e anche, perché no, a Massimo Di Cataldo. Ma queste ultime sono solo considerazioni personali.
C'è poi il capitolo delle "Nuove proposte" (mi piace ancora chiamarle così, fa molto eighties...), e qui le note cominciano a farsi stonate. Mi spiego: l'invenzione di Sanremosocial, ossia la scelta dei giovani da portare in gara che viene effettuata, detto in estrema sintesi, attraverso Facebook. C'è già la decisione, arbitraria e profondamente ingiusta, di abbassare il limite di età per la partecipazione a 28 anni, un non senso. E poi, appunto, le votazioni attraverso il social network, dalle quali verrano fuori 30 dei 60 artisti che dovranno poi sottoporsi all'ultima pre-selezione. E dunque, insomma, si sa come vanno queste votazioni tramite web, ossia in maniera non molto diversa da quelle via sms: si scatenano parenti e amici, fans sfegatati, ultras, mentre la valutazione oggettiva delle qualità artistiche e della bontà del prodotto presentato vanno a farsi benedire, nove su dieci. Non solo: abbiamo assistito coi nostri occhi, negli ultimi giorni, alla discesa in campo di quotidiani locali per "sponsorizzare" il nome dei beniamini di casa, di ragazzi e di ragazze del paese, all'insegna del motto: "Votate per Tizia, portiamo un rappresentante della nostra città al Festival!". Cose veramente tristi, di un provincialismo che speravo morto e sepolto. Non è certo questo il modo di setacciare il panorama musicale italiano alla ricerca delle migliori espressioni giovanili. Rimpiango le "primarie" di baudiana memoria, e meno male che comunque anche quest'anno una parte dei debuttanti verrà scelta direttamente da un gruppo di esperti. Eternamente contestate, queste commissioni selezionatrici, eppure infinitamente più affidabili di una scelta basata su simpatie, amicizie e altre affinità.
Infine, il "contorno" alla gara, ossia ciò che negli ultimi anni attira maggiormente l'attenzione dei media, a scapito dei concorrenti. Si era insistito, da queste pagine, sulla necessità di puntare, in tempi di crisi e di austerity, su pochi ospiti e di qualità. Bene, se uno di questi fosse Madonna, come si dice in giro, sarebbe un colpaccio. Colpaccio lo è di certo Adriano Celentano, uno in grado di portare un valore aggiunto di audience paragonabile, in questa fase storica, solo a quelli che possono ottenere Fiorello e Benigni. E il fatto che  gli siano stati garantiti ampi spazi e notevole libertà di manovra farà della sua partecipazione a Sanremo uno degli eventi televisivi dell'anno, potete starne certi. Altre presenze possibili destano perplessità, come il ritorno sul palco, in veste di presenze "one shot", dei mattatori dell'anno passato, Luca e Paolo, Belen, Canalis, spia di idee che latitano, o come il ricorso a bellone d'oltrefrontiera le cui qualità artistiche e la cui utilità sono tutte da verificare. Vedremo.